Arriviamo al parcheggio del Rifugio Refavaie (m.1116) e lo troviamo affollato, nonostante queste zone non attraggano il grande pubblico.
Siamo pronti per una lunga giornata di cammino.
Il sentiero entra deciso nel bosco e per un'oretta si sale agevolmente; nonostante i vari cambi di pendenza si ingrana subito il passo giusto.
Il cielo inizialmente e' un po' velato ma ben presto le nubi si diraderanno per una di qulle giornate limpide e soleggiate che si ricordano per molto tempo.
Oggi siamo un piccolo gruppetto e si passa la prima oretta in chiacchere varie: i "tosi" si impegnano in "serie" argomentazioni alpinistiche mentre le "tose" si dedicano all'impegnativa "ora della critica" (meglio non scendere in particolari).
Usciamo dal bosco sulla forestale a quota m.1500 ca e giriamo a sx in direzione di Malga Laghetto (che pero' rimane leggermente sopra la strada).
Di fianco a noi si erge maestoso il massiccio granitico di Cima d'Asta che mostra, incurante del sole e del caldo, i suoi nevai del versante Nord.
Questo lungo pezzo di sterrato permette di sgranchirsi le gambe prima di affrontare la lunga salita fino al Passo Sadole.
Infatti dopo poco (m.1639) il sentiero ritorna nel bosco e si alza velocemente di quota.
Usciamo in una zona di macchia a m.1784 in localita' Rivon e dopo un altro strappetto ci si trova in una bella valletta verde (m.1901).
Il passo e' appena sopra di noi ma, con il sole che picchia ed il caldo che incomincia a farsi sentire, sembra non arrivare mai.
Finalmente raggiungiamo l'ampia sella (m.2066) ove si scorgono notevoli resti della Grande Guerra. Il "capogita" (odia che lo chiami cosi') ci illumina sulle dure battaglie che hanno segnato questi luoghi.
Dopo un breve spuntino qualcuno (uno con la barba) sarebbe gia' stufo; pero' siamo appena ad un terzo della salita.
Ci attende ancora il pezzo piu' bello.
Dal passo si segue un sentierino denominato Via Italiana che, dopo un breve tratto in costa e superata una piccola conca erbosa, sale rapidamente fino ad una Forcella a m.2440.
Si tratta di una stretta selletta che divide il Cauriol dal Cauriol Piccolo. Gia' da qui il panorama ci offre ampie vedute sulla val di Fassa e le sue splendide cime.
Ora il sentiero sale tra le rocce che ancora oggi mostrano i pesanti segni della Guerra. Facendo attenzione a non scivolare nel terreno, praticamente sgretolato, e passando agevolmente alcune roccette si giunge alla meritata vetta (m. 2494).
Il panorama e' da mozzafiato. Completa e' la visione dei gruppi dolomitici (dal Latemar al Catinaccio, dal Sassolungo al Sella, dalla Marmolada alle Pale di San Martino) e su tutta la catena dei Lagorai che si snoda prima e dopo la nostra cima, oltre naturalmente a Cima d'Asta che rimane li', cosi' vicina, come a controllare ogni nostra singola mossa.
Finalmente si mangia, e dopo tutta la fatica ci godiamo la vetta tirando in lungo con altre "serie" chiacchere e con le consuete foto di gruppo.
E' tempo di tornare sui nostri passi ed in breve siamo di nuovo alla forcella. Scendiamo dal versante opposto lungo la Via Austriaca.
Questo versante e' praticamente un'enorme pietraia lungo la quale si snoda il sentiero che a tratti passa sopra ad alcuni grossi massi.
Si scende di molto fino al bivio a quota m.2046 presso un vecchio Pozzo Austriaco. Si nota anche un bel trinceramento in mezzo alle rocce che sale ad un piccolo osservatorio.
Da qui una tabella indica il sentiero che sale al Cardinal (m.2481), un'altra impegnativa cima dei Lagorai.
Noi invece ci imettiamo nella dolce mulattiera che, aggirando il Piccolo Cauriol in leggera salita lungo il Pian del Maseron, ci riporta al Passo Sadole.
Siamo tutti stanchi e "qualcuna" vorrebbe farsi portare in braccio, zaino compreso.
Abbiamo fatto un bel giro, la giornata volge al termine e siamo tutti molto soddisfatti. Peccato che dobbiamo fare ancora 900 m. di discesa prima di poterci togliere gli scarponi.
Alla fine una bella birra gelida sara' la meritata ricompensa.
Accesso:
SS.47 della Valsugana. A Primolano si prende la galleria e si seguono le indicazione per la Valle del Primiero. Ad Imer si imbocca la galleria per la Valle del Vanoi. Superato Canal San Bovo si sale verso Caoria e si prosegue per il Rifugio Refavaie (parcheggio).