Escursione MONTE ZEBIO – Cronaca semiseria
Appuntamento ore 7 puntuali, tranne naturalmente l’unico ritardatario cronico della compagnia, dalla scusa sempre pronta del tipo “non sapevo che il casello era chiuso”, “ho l’orologio ancora sull’ora solare” (siamo a dicembre), “non trovavo i lacci delle scarpe”, ecc.
Sorpresa! Ai soliti quattro cani stavolta se ne aggiunge uno vero ed un po’ più peloso e, vista la quantità milionaria di peli persi al minuto dal soggetto, si scatena la gara di “altruismo” su quale auto utilizzeremo per il viaggio…. noooo il cane sui sedili in alcantara noooo...
Si opta alla fine ovviamente per la macchina del padrone dell’amico peloso, che però costringe gli altri occupanti ad un viaggio accalcati a zaini, racchette e scarponi in quanto il bagagliaio è tutto del caro ospite a quattro zampe “povero, si deve pure potere muovere lui..”
Finalmente si parte, la giornata è ottima con visibilità buona già dalla pianura e che migliora a mano a mano che ci si avvicina alla nostra meta: l’Altopiano dei Sette Comuni.
L’itinerario parte a nord dell’abitato di Asiago, poco sopra l’aereoporto, in località Rigoni.
Vista la situazione della strada, si preferisce parcheggiare poco sopra i tornanti dell’Istituto S.Gaetano da dove si diparte una ampia strada in mezzo al bosco che con pendenza e direzione costante (ottimo riscaldamento!) porta dai 1.200 metri di partenza alla Croce di S.Antonio a quota 1.400, dove si incontra la prima neve.
La nevicata dei giorni scorsi si è oramai assestata e le basse temperature hanno ghiacciato lo strato superficiale rendendo inutile l’uso delle super tecnologike racchette appena acquistate.
Naturalmente il più in forma è il cane che provvede a tirare in salita il suo procionico padrone ... oltre che a fare innumerevoli buche piazzandosi poi dentro a mò di foca.
Il sentiero 832 inizia da qui e piegando verso ovest in mezzo ad un bosco sempre più rado ci porta con buona progressione fino a Cima Scalambron m. 1621 e dopo pochi tornanti a Mina di Scalambron a mt. 1.677.
La zona si presenta come un museo all’aperto della prima guerra mondiale che in questa posizione ha vissuto una delle pagine più cruente del conflitto sull’Altopiano; alcune tabelle illustrano le vicende che hanno contrapposto italiani ed austriaci per la conquista delle alture del Monte Zebio.
La neve attutisce però la percezione di quanto le vicende belliche abbiano prodotto sul terreno e la nostra attenzione si sofferma soprattutto a non finire in qualche anfratto coperto dal manto nevoso.
Abbandonato alle nostre spalle il bosco si raggiunge in una decina di minuti il Monte Zebio a mt. 1.700: il paesaggio che si apre è notevole e fa comprendere quando strategicamente la posizione sia stata importante.
In primo piano la conca di Asiago laggiù a due passi, a est le Melette ed il Monte Fior con le sue cicatrici di guerra, impressionanti anche con la neve; più distante ad Ovest, il Pasubio con tutti i suoi più importanti rilievi; a Nord cima Dodici, e più lontani l’imponente massiccio di Cima d’Asta con più a ovest le Pale di S.Martino.
Causa scarsa ossigenazione al cervello e concomitante calo di zuccheri qualcuno riesce a scorgere anche il famoso ghiacciaio “Sud” della Marmolada e gli Spitz svizzeri...
Le temperature nel frattempo si sono alzate e consentono di provare finalmente le nuove racchette ramponate che svolgono egregiamente il loro compito ma risultano un po troppo rumorose nel confronto con i vecchi cari fagioli!
Vista la scarsa conoscenza della zona si opta per la discesa verso Malga Zebio abbandonando il sentiero 832 ed aggirando la Crocetta di Zebio per puntare verso il bivio dello Scoglio Bianco a mt. 1530, da dove parte l’itinerario 836 della Mina della Botte verso nord; puntiamo invece verso sud incrociando i sentieri che discendono dalla Crocetta e ritornando alla Croce di S.Antonio per poi ridiscendere per il percorso d’andata.
Gli splendidi panorami della parte sommitale, la facilità del percorso e la scarsa frequentazione pur nella vicinanza alle zone abitate fanno del Monte Zebio un itinerario storico-paesaggistico valido in ogni stagione, cani bambini e suocere (si, qualche burrone c’è) compresi..
Accesso: Da Bassano oppure Autostrada della Valdastico - Indicazioni per Asiago e da qui per Aeroporto. In vista di quest'ultimo si sale a nord in località Rigoni.